Note di regia

Tutto nasce da un racconto breve che ho iniziato a scrivere circa sei anni fa. Sono un musicista e autore è ho sempre scritto parole in quanto destinate alla mia musica ma, in uno di quei momenti in cui la mia attività musicale solitamente registrava una pausa e cioè gennaio/marzo, ho iniziato a scrivere questa idea che spesso, come per una melodia, mi è capitata di "sentirla" una notte. La procedura è stata la stessa, mi alzo dal letto, ma invece di registrare la melodia con la chitarra, scrivo una manciata di parole su dei foglietti volanti. E ancora come per una melodia, a cui avrei dedicato attenzione se avesse "superato" la notte, il mattino seguente rileggendo sono stato totalmente rapito da questo soggetto e ho cominciato a scrivere con un gusto e un trasporto che poche altre volte ho provato nella mia vita artistica. Lorenzo D'Amelio - Regista La storia ha preso forma in un misto di soggetto, esperienza vissuta, racconto, sceneggiatura, scorretto nella forma e un po' confusionario. L'uso frequente di flashback acuiva questo disagio nella lettura, quando in corso d'opera, cercavo di coinvolgere qualche familiare nel mio entusiasmo e per questo riscontravo sempre un grande punto di domanda che avrebbe scoraggiato chiunque a continuare. Ma io ormai ero dentro alla storia, oserei dire che ne ero prigioniero, sentivo la sua forza e già gustavo il finale anche se non lo avevo ancora scritto e nemmeno immaginato. Sono stato sempre un grande appassionato di cinema ma non avevo nessun fine particolare per quello che scrivevo, era solo un posto dove rifugiarmi quando le aspirazioni musicali non prendevano la giusta direzione. Dopo qualche anno in cui ho spostato parti, cambiato personaggi e arricchito la storia di dettagli, una mia amica attrice, dopo averlo letto e apprezzato la particolarità del racconto, ne ha sentenziato la mutazione: "ne devi fare una sceneggiatura, sarebbe un gran film!". Ho pensato: "ecco, adesso ci mancava pure che mi mettessi in testa questa cosa!". Ma così è stato! Il lavoro di sceneggiatura è stato molto complesso anche perché è una forma di scrittura non usuale, molto asciutta e con un misto di tecnica cinematografica. Ma una volta completata, ho riscontrato sempre commenti entusiastici da parte di chi la leggeva per cui è stato facile coinvolgere dapprima l'attore principale e poi il resto degli attori, tutti professionisti già affermati nel teatro e per alcuni, anche al cinema e in TV. Un piccolo merito è stato quello di avere coinvolto nella recitazione cinematografica un ex pluridetenuto che ha aggiunto al progetto una scommessa vinta in più. E' un lavoro a "basso costo" ma, parallelamente alla musica, ho sempre lavorato anche nel campo della produzione video, e nonostante le più catastrofiche previsioni da parte di un nutrito numero di scettici, ero convinto che con poche ma professionali figure tecniche saremmo riusciti nell'impresa. E così è stato, il film è pronto, curato in tutti i dettagli tecnici, dalla color all'audio 5.1, al DCP per le sale. E' bello sentirsi dire, "saranno costati tanto gli attori, specialmente quelli di Gomorra la serie" oppure, "si vede che è un prodotto professionale girato con attrezzature super costose!". Niente di più falso! Tutto è stato curato in economia, una reflex per cinepresa, un PC portatile, un software di editing per video e audio e tanti amici che hanno messo a disposizione case, auto, bar, fabbriche, supermercati, ecc. ma solo perché hanno creduto nell'entusiasmo di un gruppo di persone che si sono guadagnati il rispetto in anni di disponibilità verso il prossimo e per portare al giusto epilogo una sceneggiatura che a tutti sarebbe sembrato un vero peccato non realizzarla. E adesso ci siamo! Dall'11 dicembre 2014 il film inizia a girare nelle sale. Anche se auto distribuito, sappiamo che al pubblico piacerà questo progetto ambizioso. Un thriller psicologico che dalle prime visioni private di valutazione ha lasciato nel pubblico un senso di angoscia ma sopratutto la voglia di rivederlo. E' un film sottile, va scoperto pian piano e rivisto più volte per comprenderne l'essenza e riannodare tutti i dettagli della storia. Lo stesso titolo "L'Evento" riporta a qualcosa che si ripete nel tempo, è una costante nella vita del protagonista che lascia un punto interrogativo aperto e si presta a svariate interpretazioni sul finale, proprio del genere. E' stata una grande sfida e queste sembrano più delle note di produzione che di regia. Ma non riesco a dividere le due cose perché il coinvolgimento è stato a 360° dalla scrittura al montaggio, dalla sonorizzazione alle cose di produzione più spicciole e credo che possano essere di aiuto a chi come me viene rapito dalla frenesia artistica insita in un progetto cinematografico così complesso. Come sempre alla fine il pubblico è sovrano ma, sono sicuro, che tanta energia profusa da tutti, cast artistico e tecnico, verrà canalizzata in un giusto e meritato riconoscimento a quest'opera.


Lorenzo D'Amelio

"...in qualche modo si deve morire..."